SBALLO CHIMICO

Man mano che ringiovanisco, come diceva la mia cara nonna, vado convincendomi di quello che va sostenendo un mio amico dottore di talento e di buona volontà, e con pochi pregiudizi: che l’età matura andrebbe sostenuta con qualche tipo di aiuto psicotropo. Un po’ di sballo chimico, meglio sotto controllo medico, per fronteggiare un’età in cui le prospettive fatalmente si riducono: non troppi anni da vivere, e oltretutto senza amore, a basso tasso calorico, con l’artrosi o qualche altra rognetta di salute. Senza Eros, per farla breve. L’esercizio della saggezza –sempre meno richiesto, peraltro- dovrebbe poter essere nutrito da una riserva di dissennatezza. Del resto quasi non conosco anziana e rispettabile signora che non si “cali” per dormire o per alzarsi la mattina. E allora perché non anche per divertirsi un po’, anziché limitarsi alla mera sussistenza?
Mi preoccupa invece molto che siano i giovani a vivere immersi in un’universo addicted, in cui la sostanza, di qualunque tipo, è diventata centrale. Nella socialità o anche peggio, in solitudine. Dentro e fuori di loro, nell’altissimo potenziale ormonale e in tutte le altre delizie endogene che titillano i loro neuroni, e nell’epifania del mondo, nuovo e luccicante come una mattina di primavera dopo un temporale, dovrebbero reperire energie sufficienti a saltare i fossi per il lungo, come dice invece mia mamma, e a scatenarsi nelle loro formidabili scorrerie di creature moleste e incontinenti.
Non è moralistico, quindi, il mio dispiacere. Mi domando se anche per loro il mondo ormai sia la poltiglia grigiastra che i nostri occhi adulti vedono, e come mai. E chi ce ne indicherà i colori smaglianti se non lo fanno loro, come faceva il mio bambino che seduto nel suo passeggino mi faceva notare con gorgoglii di felicità lo splendore di una carta svolazzante nel vento di marzo, e la magnificenza di un portoncino –aveva questa mania dei portoni- smaltato di verde. Mi chiedo anche come mai, se il mondo gli piace così poco, non si ribellino, non inchiodino noi adulti alle nostre responsabilità, si accontentino dei colori fasulli di qualche milligrammo di MDMA.
(pubblicato su “Io donna”-“Corriere della Sera”)

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