Prof immaturi

La ministra della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini è ancora abbastanza giovane da conservare certamente un ricordo vivo del suo liceo, che non corrisponderà di certo alla retorica smaltata espressa nelle tracce per i temi di maturità. Più che l’orribile gaffe su Montale e quella sul Galata morente, cose che meriterebbero dei ricorsi, e non è escluso che ve ne saranno, mesi e mesi di commissioni al lavoro senza che nessuno si accorgesse degli imbarazzanti svarioni, colpisce la lontananza tra la realtà della scuola  e la rappresentazione che ne viene data nella circostanza della maturità, come se i professori incaricati di selezionare le “tracce” avessero più a cuore l’esibizione delle loro frustrate competenze – e che competenze!- più che la serena valutazione degli studenti giunti al termine del loro corso di studi.

Certamente la ministra  comincerà di qui ad applicare quel criterio meritocratico a cui dichiara di ispirarsi, levandosi di torno certi burocrati incapaci. Ma già che c’è, non varrebbe la pena di riconsiderare tutta quanta  la questione,  aggiornando, riformando o eliminando tout court  l’esame di maturità, la cui unica funzione certa  è  quella di garantirci materia per incubi ricorrenti anche in età ben più che matura?

Annunci

2 Risposte

  1. Brava Marina,
    ben detto; sono d’accordissimo. Purtroppo di prof immaturi ce ne sono… e continueranno ad esserci se non si fa qualcosa.

  2. D’accordo.E’ lecito pensare che molti professori, oggi, siano della “qualità” che i tempi consentono. Cioè, come quella dei loro scolari. Però, gli “scopritori di tracce”, più che professori, insegnanti, sono burocrati e probabilmente non hanno “il polso” della condizione effettuale dell’umanità in formazione che quelli “sul campo” devono trattare. L’ignoranza è molta e così la trascuratezza, perché per Montale sarebbe stato sufficiente munirsi dell’edizione crtitica in commercio.
    Però perché buttar l’acqua sporca con il bambino dentro e abolire addirittura l’esame? Esso fu sì, l’incubo di molti, ma perché fu “una prova”. Un tempo antico ce ne erano di più: l’esame di quinta elementare e quello di ammissione alla prima media; l’esame di terza media; quello di quinto ginnasio; infine la maturità carica di tutte le materie e di ampi richiami al triennio precedente. Tutte prove che si fecero “formazione” alle innumerevoli prove di cui è fatta la vita. Perché il compito della scuola è sostanzialmente questo. E a quanto io so, nessuno mai defunse nell’affrontare quelle tappe. Allora, perché vogliamo far violenza agli adolescenti che si formano, vietando loro quella “misura di sé stessi” anche, necessariamente, nella sofferenza? Concorderei sull’abolizione della maturità
    solo per paradosso; come dire: se proprio gli esami devono essere tenuti così male, è meglio abolirli.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: