ANNULLARE LA MATURITA’ 2008

E’ all’esame del Tar la richiesta di Codacons e altre associazioni di non tenere conto dell’esito delle prove scritte agli esami di maturità 2008, dati i gravissimi errori che ne avrebbero compromesso lo svolgimento. L’idea sarebbe di basare la valutazione unicamente sulla prova orale.

Mi spingerei più in là: fino a richiedere la nullità dell’intero esame maturità 2008, orale compreso, per evidente inadeguatezza al compito del Ministero della Pubblica Istruzione -per quanto l’attuale ministro sia in carica solo da poco, ed abbia ereditato buona parte dei guai-. Tale incapacità di chi sarebbe chiamato a giudicare inficia infatti nel suo complesso la possibilità di esprimere un giudizio.

E poi rivedrei tutta quanta a questione: serve davvero questo rito di iniziazione, o non basterebbe piuttosto un rigoroso giudizio finale su tutte le materie, a cura dei professori interni, ed eventualmente un serio elaborato su un tema a scelta degli studenti? E’ il caso di tenere in vita questo costoso e imbarazzante carrozzone?

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6 Risposte

  1. Io sono d’accordo e credo servirebbe anche per far sì che i ragazzi prendano più sul serio il loro impegno.
    Altrimenti, tutto finirà in un atteggiamento implicitamente lassista di promozione di chiunque, che è la cosa peggiore.

  2. Premesso che Tar e Codacons sono due delle sigle che mi fanno “orticariare” mi associo al giudizio sull’inadeguatezza dell’attuale ministro in carica (e dell’intero Goverrno, of course…) e anche su quella del precedente.
    Sugli esami di maturità non ho una mia opinione specifica se non il ricordo dei miei, avvenuti, purtroppo, quasi trentacinque (cazzarola!) anni fa.
    Ed è un ricordo, comunque, bellissimo…
    Insomma, ho fatto un po’ di fatica a scrivere qualcosa su questo tuo post ma non volevo perdere l’occasione di essere uno dei primi a salutarne l’avvio e ad augurarne un luminoso successo, a te che sei “allegra e positiva…”

  3. Secondo me non ha grande senso tenere in vita l’esame di maturità. Io ho un ricordo pessimo (20 anni fa) e forse è stato nocivo per la mia autostima. In parte.

  4. Io sono ancora più oltranzista: la scuola italiana è tutta da annullare e non basta nascondere le cose dietro la neolingua orwelliana per giustificare continui inutili fallimentari esperimenti del ministro di turno che hanno uno scopo che va ben oltre il gattopardismo: tutto si cambia purchè tutto sia molto peggio di prima.

    Crediti, debiti ed altre neoparole che nascondono solo un tragico vuoto dove professori demotivati cercano di insegnare, con vecchi metodi, a studenti che vivono in un universo di comunicazione assolutamente alieno da quello che la scuola propone e, sopratutto, da come lo propone.

    Il saggio “Tutto quello che fa male fa bene” di Johnson Steven ben evidenzia come sia cambiato l’umano grazie alle nuove tecnologie della comunicazione e, ovviamente, come questo impatti sopratutto sui giovani, primi ad assorbire ed usare il nuovo.

    Ma al Ministero della P.I,, dove forse non ci sono più le mezze maniche, qualcuno se ne è accorto che siamo nel 2008 e che questi giovani sono da educare con sistemi diversi e da personale diverso?

  5. Ho avuto un’esperienza traumatica della mia maturità. Dopo un percorso di cinque anni sudato e con voti più che soddisfacenti), sono andata fuori tema proprio alla maturità (avevo stupidamente scelto il tema di storia). Ancora adesso mi capita di avere l’incubo di quest’esame nei miei sogni. Ho comunque sempre pensato che prima o poi i ragazzi avessero bisogno di un banco di prova con cui provarsi.
    Oggi, da insegnante, credo che i tempi siano cambiati e che sarebbe più onesto valutare gli studenti sulla base dei loro risultati dell’ultimo anno, ma anche dell’intero percorso scolastico. Da insegnante ancora impegnata in questi esami vedo sistematicamente alunni franare, malgrado l’impegno costante, ed altri prendere il volo dopo aver “scaldato il banco” (espressione superata?) magari per cinque anni. Torniamo a dare senso alle cose importanti. La scuola ne trarrà beneficio.
    Complimenti per il suo blog. Andrà senz’altro benissimo.

  6. Io non sono insegnante e, quindi, non ho la professionalità e l’esperienza per giudicare nel merito il parere della professoressa Garioni. Anch’io ho più volte pensato che fosse ragionevole una valutazione “complessiva” di un intero percorso. Però, mi sono, più volte, anche domandato chi nelle prove che la vita comporta, ci giudica per “il nostro lavoro complessivo”. Allora, quello che mi sembrava molto suadente, mi è sembrato un po’ teorico, se distaccato dalla risoluzione concreta del confronto e di quel poco di sofferenza e di determinazione di sé che esso comporta. Ed in effetti, voltandomi indietro, ricordo, come suppongo tutti, continui “esami” nel mio lavoro, con “interlocutori” ai quali del “mio intero” percorso interessava assai poco. Forse, la capacità di “sostenere una prova”, di averne coscienza, è, a ben vedere, una “parte” inscindibile di questo “percorso”.

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