MARISA E’ MORTO

Non per essere ossessiva -e non scomodatevi nemmeno a rispondermi, per carità: prendete semplicemente atto-: ma stamattina, dopo aver letto i giornali, dopo aver ammirato le fotografie delle belle raccomandate per questa o quella fiction (“… preside’, famme lavorà”), dopo aver appreso che in seguito al rimpasto in Regione Lombardia, terra dove le donne da sempre contano molto, la giunta è ritornata a essere un club for men only, come ai bei vecchi tempi… dopo tutto questo leggo anche che sono stati assegnati alla tale e alla talaltra i premi “Marisa Bellisario”, definita amministratore di Italtel, e di conseguenza “morto vent’anni fa”.

Amministratrice, si dirà, sa di condominio, e amministratora fa effetto. Che Marisa sia morto, invece, sarà una cosa normale.

Dice il mio amico Marco: mica parlerai solo di donne, sul tuo blog. No. Io non vorrei. Ma accidenti, come si fa… Buona giornata a tutte e a tutti.

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4 Risposte

  1. Fossero almeno intelligenti (bum!), onesti (bum! bum!), e capaci (bum! bum! bum!) i tre men nuovi assessori della Regione Lombardia…

    uno, addirittura, non ha mai, in pratica, lavorato un giorno in vita sua e il primo stipendio che ha preso l’ha preso da un’istituzione pubblica a quasi quarant’anni…

    e ora dovrebbe aiutarci a sviluppare il business in Lombardia…

    basta, sto andando troppo avanti :-)

  2. Un giorno parlavamo in pausa pranzo della situazione delle donne in Italia e di come siamo libere, indipendenti bla bla
    Un nostro collega israeliano ha stroncato il discorso sul nascere facendoci notare come in Italia pochissime donne rivestono, a differenza che al suo paese, ruoli davvero importati
    Io credo che abbai ragione
    Questa presunta libertà che ci ha dato il lavorare fuori casa ( tra l’altro una nons celta per molte di noi ormai con il costo della vita) senza per questo affrancare la maggior parte di noi dai lavori domestici, credo sia una gran bufala…..

  3. e buongiorno anche a te…e poi di che ti stupisci:non volevamo la parità dei sessi, noi donne???eccoci accontentate, più di così… si MUORE…

  4. A Reggio emilia il 12 giugno scorso si discuteva in un convegno della “Rappresentazione della donna nella lingua italiana di oggi”, con la linguista Cecilia Robustelli che spiegava come “la cassetta degli attrezzi che la grammatica italiana fornisce, contiene tutti gli strumenti per declinare al femminile i termini, senza inciampare in erroracci”. E ancora che il linguaggio è evocativo e che quindi mantenere il genere solo maschile per alcune professioni è di fatto negare la presenza delle donne.

    Tutte cose che si sapevano già dal 1987, anno di pubblicazione delle “Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana” di Alma Sabatini. Da allora sono passati 21 anni e ancora ne stiamo a parlare. Sulla questione, giornali e tv sono assai conservatori…

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