ACTING OUT

Ero in macchina a Milano, verso le sette di ieri sera. Una roba tecktonik sul cd. Mi piaceva, la tenevo un po’ altina. Un tale mi si affianca a un semaforo, facendo rombare il motore. Intravedo con la coda dell’occhio destro che fa dei cenni, cerca di attirare la mia attenzione. Io non mi volto -le donne mi capiranno-. Ma lui insiste, si sporge verso di me. Abbasso la musica, lo guardo. E’ un tipo sui trentacinque-quaranta, con la faccia inferocita. “Deve abbassare quella musica. Lo sa che sta commettendo un’infrazione?”. “Grazie per avermelo fatto notare” gli rispondo gentilmente. Lui fa un balzello in avanti, la mia cortesia eleva il livello della sua rabbia. “Tu lo sai con quella musica alta non senti le sirene? Lo sai?”. Scatta il verde, per fortuna. Non credo che sarei stata ugualmente cortese, adesso. A mio rischio.

Più tardi, verso le 11, dopo uno spettacolare nubifragio, porto il mio vecchio cane a pascolare nel parco. C’è una ragazza, poco più di una bambina, con un grosso e nerboruto meticcio, magnifico, il pelo lustro, i denti bianchissimi. Stazionano intorno a una macchina con altri quattro ragazzi dentro. Il suo cane è senza guinzaglio. Lei gli corre dietro, cerca di acchiapparlo. Ci riesce all’ultimo. Chiunque si intenda un poco di psicologia canina sa che se metti il guinzaglio a un cane già all’erta, quello attacca di sicuro. E sa che quando due cani al guinzaglio stanno regolando aggressivamente i loro conti, a volte è meglio mollarli, per contenere la furia. Per farla breve, io mollo il mio povero vecchietto, mentre il giovane cane legato diventa una furia. Allora riprendo il mio, e cerco di trascinarlo lontano. La bambina ha la bava alla bocca: “Che cazzo fai? Perchè non l’hai tenuto?”. Vi risparmio il dialogo successivo: credetemi sulla parola, la piccola ha dato i numeri. I ragazzotti suoi amici si mostravano pronti a intervenire.

Forse non era esattamente la mia giornata, ma  di sicuro c’è molta aggressività in giro, soprattutto quando se ci sono automobili di mezzo. Lo verifico personalmente ogni giorno, capiterà di sicuro anche a voi. I delitti si possono censire, misurare l’aggressività è molto difficile. Si può dire che l’aggressività sempre più spesso viene agita. Violenti acting out, che la dicono lunga su come stiamo. Si possono fare delle ipotesi sul perchè. Più difficile capire come se ne esce. C’è poco da fare Expo, se stiamo così.

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Una Risposta

  1. è verissimo quello che dici sulla violenza…si respira ovunque…sulla strada, nei supermercati e nelle poste dove nessuno vuole fare la fila e puntualmente ti deve scavalcare ma senza alcuna cortesia o richiesta…solo con arroganza e prevaricazione…è la nostra società che è intrisa sempre più di stress che porta alla violenza come una sorta di scaricamento di nervi oppressi…e chi ne paga le conseguenze?chiunque si trovi a passare di lì.Buona giornata con dolcezza e un buon caffè macchiato!

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