AMO I RAGAZZI

Io amo i ragazzi. E non per parità, alla Germaine Greer, una che è partita nobilmente dall’”Eunuco femmina” per approdare alla matura foemina falloide, che rivendica il diritto di spasimare sui ragazzini, proprio come i vecchi maschi sbavano sulle ragazzine. Io amo i ragazzi tutti interi, li amo maschi e femmine, e amo ben più dei loro omeri torniti e dei loro sterni incavati. E non sopporto più che si parli invidiosamente male di loro, delle bande, del bullying, delle veline, delle bravate e delle canne. Vorrei finalmente vedere le loro sparute truppe partire lancia in resta contro l’immenso esercito di noi “giovanili” baby boomers, con tutto quello che diciamo di loro, le offese che gli arrechiamo, per vendicare il proprio onore e prendersi lo spazio che gli usurpiamo.
Mentre scrivo ne ho qui sette, dico sette, che stanno studiando per la maturità. Terenzio, Dante, Svevo, l’odore di latte acido che si è fatto più aspro, la linea netta della mascella che riesce ancora ad arrotondarsi in un broncio. E il mondo, di fronte alla mia impresa eroica –portarmene sette qui nella casa al mare, sette letti, sette posti in tavola, una valanga di biscotti e merendine per la colazione del mattino, caffè di conforto, pesto fatto in casa e ciotoloni di riso in insalata- si divide a metà, tra chi mi compiange e chi mi invidia. Anch’io mi invidio, e mentre carico lavatrici e stendo lenzuola, con l’ausilio di una collaboratrice carissima che mi permette di continuare a scrivere, guardo i ragazzi e mi dico che la mia vita non è andata poi così male se mi sono conquistata il privilegio di essere qui, in questa casa che vede un paio di isole, un fiume, le Alpi Apuane e un campanile dalla cupola moresca, con sette ragazzi (e un cane) da nutrire e sostenere e portare al mare all’ora di pranzo per un bagno ristoratore. Perché ci sarà anche la maturità ma, Dio mio, è pur sempre giugno e il sole –tra le nuvole- è allo zenith.
Li guardo e azzardo previsioni per ciascuno: quello manager, caparbio e ambizioso com’è; l’altro uno scorbutico dottore; questo chissà, ma un gran padre di sicuro. Nessuno, ma proprio nessuno nasce senza un talento, anche se non tutti incontrano adulti non invidiosi, che gli insegnino a farlo fruttare. Io amo i ragazzi, e al diavolo tutto il resto.

(pubblicato su “Io donna”- “Corriere della Sera” il 5 luglio 2008

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4 Risposte

  1. è meraviglioso quello che hai scritto ed è esattamente quello che sento anch’io…provo tenerezza per i ragazzi, per le loro vite, i loro sogni immortali, i loro appetiti e non solo di merendine e ciotole di riso. I ragazzi sono quello che siamo stati e nel periodo più bello ed intenso della nostra vita…sono i nostri ricordi, le nostre aspettative realizzate e no, il nostro essere che continua ad essere spensierato. E allora viva i ragazzi e davvero al diavolo tutto il resto. E loro 7 sono avvero fortunati ad avere te partecipe della loro vita.

  2. buongiorno marina, vediamo se ci prendo:

    due isole: tino e palmaria

    un fiume: magra

    il campanile dalla cupola moresca: proprio non l’ho in mente. Mi dici dov’è?

    Alessandro, carrara, due figlie. No, la nostra vita non è poi andata così male…

  3. si , cara Marina sono d’accordo con te!!! meravigliosi ragazzi e ragazze.Mi hai fatto ricordare : l’anno scorso d’estate, stazione centrale di Napoli. Gruppi di adolescenti che aspettano di andare al mare
    Sguardi inclinati,la tensione dello stupore della vita ancora breve, ancora tutta da giocare. La mia meraviglia che guarda il divenire. Meravigliosi ragazzi.
    Fortunati i tuoi sette, che hanno incontrato la tua delicata voglia di sentire l’altro.

  4. Gentile sig.ra Terragni,
    come insegnante ho letto con interesse il suo pezzo, ma mi sorge spontanea una domanda: con quale criterio ha scelto di ospitare proprio questi sette ragazzi, sicuramente dei privilegiati rispetto a molto dei loro coetanei? Spero almeno che Le siano stati riconoscenti… dico ciò perché anch’io ho ospitato per tre mattinate due maturandi che avevano bisogno di un ripasso per gli esami; ma poi non ho più ricevuto da parte loro né una telefonata né un messaggio: eppure gli avevo chiesto di tenermi al corrente sull’esito degli esami!

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