ADDIO A SOLGENITSYN

E’ morto Aleksandr Solgenitsyn, premio Nobel per la letteratura e soprattutto testimone dell’orrore dei gulag. Il quale pure diceva che se avesse dovuto costruirsi personalmente una vita non avrebbe saputo “inventarne una migliore di quella che Dio mi ha dato”.

La morte di uomini e donne come Solgenitsyn, che hanno vissuto tanto pienamente e generosamente la loro avventura terrena, è tutto sommato un avvenimento ininfluente, che non diminuisce tanta pienezza. Quando si vive così, in un certo senso si sconfigge la morte, la si relativizza, perché si è vissuto eternamente, secondo le leggi armoniche dell’eternità -soprattutto l’amore- contro cui la morte non può nulla.

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4 Risposte

  1. Sì, come tante, sono quelle vite meravigliose, vissute, sofferte, che anche ben oltre l’ultimo respiro lasciano concrete emozioni e sensazioni e, proprio perchè vissute “a tutto tondo ” sono vite che lasciano un segno ben marcato, ben diverso da una labile impronta sul pelo dell’acqua stagnante di tante esistenze.

  2. Divorato Diari, di Etty Hillesum.
    Straordinario.
    Grazie della segnalazione implicita.

  3. Purtroppo sono ancora in pochi quelli che conoscono i suoi libri; la storia la scrive chi vince. Il comunismo è un cancro paragonabile al nazismo, azzera l’uomo. E ancora oggi, nel panorama politico italiano, c’è gente che inneggia a Stalin.

  4. Va bene tutto, ma cosa c’entra Etty Hillesum con Stalin?

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