SCUSATE

Scusate se mi intrometto.

Intanto, sulla “separatezza” della discussione: io credo che siano necessari dei momenti di raccoglimento con il proprio sesso, sia per gli uomini sia per le donne, momenti di rigenerazione e riconnessione -io li chiamerei anche pratica della propria differenza- in cui rimettere al mondo il mondo, per come lo si vede con sguardo bisessuato.

Sulle cose che dite, invece, e che seguo con attenzione e rispetto: mi pare che la maggiore violenza imputata alle donne sia quella dell’abbandono. Esiste anche l’abbandono maschile, ma è sempre stato considerato in qualche misura naturale, come si vede dall’istituto del ripudio unilaterale. Mentre l’abbandono femminile, oggi consentito dalla legge, è intimamente inaccettato  da molti uomini. I tempi della nostra psiche sono molto più lenti di quelli della legge,  nel nostro inconscio passeggiano i dinosauri, diceva Freud. Un uomo va è viene, è nella sua natura, mentre la donna, come una casa, sta lì ferma, con la porta sempre aperta, pronta ad accogliere. Quella della simmetria è un’ideologia pericolosa, perchè non ci fa vedere la realtà delle nostre vite vere.

Pare che la ragione principale della violenza maschile corrente -meglio non perdere tempo a negarne l’esistenza- sia la sensazione di essere “tagliati fuori” dalle donne, da una forza femminile che ricorda l’insostenibilità dell’onnipotenza materna e l’inermità del piccolo bisognoso -e anche capace di odio, per quanto incapace di esercitarlo-.

Ancora una cosa: sul fatto che, per dirla alla buona, tante donne sembrano preferire il “bastardo” a quello che invece le supporta e le comprende. Casi estremi di masochismo a parte (ci sono anche quelli) forse è anche perché una donna  va in cerca di un’alterità radicale, di qualcuno che le opponga una irriducibile differenza (il famoso vero uomo). E nella sofferenza che patisce le pare di intravedere una prova di questa differenza. Può esserci anche questo.

Spero che il dibattito fra voi continui liberamente, e che quello che ho scritto qui possa tornarvi utile. Intanto io vado avanti con altro.

Annunci

3 Risposte

  1. Esiste, eccome, l’abbandono maschile, anche irresponsabile e immotivato. Tanto che alcune “versioni” di esso sono, giustamente, assurte a stereotipi. Come, ad es., quello della “sedotta e abbandonata”, noto anche all’Appendice, per lo svolazzo dell’inseminatore privo di amore, virilità e di responsabilità paterna.Sono in genere d’accordo con queste osservazioni, con alcune precisazioni. Sulla separatezza e sull’uomo “vero”, facevo da parte mia un discorso di equilibrio. Non negavo la necessità della separatezza come necessario momento di “recupero” di coscienza e identità. Se è così, la separatezza sarà continuamente legata dialetticamente e strumentalmente con l’unica realtà che è maschile e femminile insieme, e la arricchirà. Se è intesa in modo rigido e dogmatico, rischia di lasciarci nell’immaturità dell’adolescenza.
    D’accordissimo sul fatto che una donna cerchi “l’uomo vero” e la virilità che sarà a sua volta completata dal suo valore femminile. Però, bisogna evitare che quell’uomo vero diventi un’ideale astratto, come ad es. per alcune diventa la figura paterna. Perché, in questo modo, Elettra non troverà mai un uomo in carne e ossa che adegui quella figura. Infatti, l’ideale non può essere eguagliato.
    Sulla “potenza materna” penso che essa sia inscindibile da un’altra autorità, quella paterna ( che oggi mi pare latitante), che sola può concorrere all’opera comune di renderle il suo giusto valore, immettendosi nella vita degli affetti, della civiltà e della cultura . Cioè di estrarre essa e il figlio dallo jus naturale, che è un’ineliminabile premessa, ma non è l’opera, né il fine.

  2. Buon giorno, và bene che nel nostro inconscio passeggiano i dinosauri, ma allora dovremmo andare in giro con una clava sulla spalla, trascinando la donna x i capelli, come le vignette della settimana enigmistica? Credo che il problema sia lo stereotipo della virilità inchiodato da millenni. Ho provato a visitare il sito “maschile plurale” che affronta questa questione, ma (x il momento) ci ho trovato solo un pò di banalità, speriamo x il futuro. Possibile che “alterità radicale” sia considerata solo quella stereotipata? Anche in una rappresentazione dei “Monolghi della vagina” dopo le giuste critiche agli uomini violenti, l’unico esempio positivo di uomo era uno ” in un bar… voce calda, sicuro di sé stesso… ecc.” cioé: “l’uomo che non deve chiedere mai” della famosa pubblicità. Vi saranno subito venuti in mente altri esempi cinematografici, da Bogart a G. Clooney (non sono sicuro di averlo scritto bene, ma si capisce) ecc. Il cinema italiano ha sempre dimostrato la “disgustosità” degli uomini italiani, da Fellini a Germi ecc. alla commedia “all’italiana” Sordi, Tognazzi ecc. giù fino a quelli di Banfi e Vitale. Non credo che ci sia un’altra cinematografia al mondo cosi feroce con i propri spettatori, ma, vivaddio, ci hanno fatto tanto ridere, soprattutto di noi stessi e delle nostre miserie. Però questo, credo che abbia influenzato, non poco, sulle donne italiane che, infatti, sognano, perlopiù, attori (e quindi tipi) americani. Tu M. lavorando a IO DONNA lo sai benissimo, ricordo G.Soncini cantare le lodi, in primis, di George, di altri americani e, proprio quando voleva essere possibilista, di qualche inglese (il solito Jagger, Robin Williams, ecc.) Si lo so, nella sua rubrica sul “porco di stagione” ha tentato di essere spiritosa, ma insomma… Forse le nostre nonne, innamorate di Amedeo Nazzari, vedendo uno normale, ma con i baffetti, ci potevano ritrovare qualcosa di Nazzari. La realtà é fatta di una stragrande maggioranza di “normali” con difetti e qualità, forse, più degli americani, con la capacità di ridere di sé stessi. E scusate se é poco. Che ci siano uomini che abbandonano le donne irresponsabilmente, non c’é dubbio però, vengono considerati dalla stragrande maggioranza come “stronzi” (minimo) non c’é discussione su questo. Mi piacerebbe che anche le donne che si comportano cosi, semplicemente venissero considerate allo stesso modo. Ringrazio chi ha risposto alle mie considerazioni precedenti, dimostrando accordo e simpatia. Ovviamente alla domanda di M. hanno risposto solo uomini che non farebbero mai male ad una mosca, però, forse, possiamo cominciare a sentirci orgogliosi di questa caratteristica. Ci sentamo, M. é una fonte inesauribile di stimoli di discussioni.

  3. Secondo me si sottovaluta l’appeal della mascalzona, credo che anche molti uomini perdano la testa per donne “bastarde”.
    Insomma, il vecchio “Teorema” di M. Ferradini vale anche per parecchi uomini.
    La gentilezza e i sorrisi anche se apprezzati sembra non siano molto sexy.

    buonaserata

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: