SINCERAMENTE….

Sinceramente: ma a voi interessa che ci siano poche donne in politica? Pensate che sia un guaio, per il nostro paese e più in generale, che le donne non partecipino alla formazione delle pubbliche decisioni? O credete che riescano a partecipare ugualmente, nonostante la scarsissima rappresentanza e le poche donne nelle stanze dei bottoni?

Scrivetemi solo la verità di quello che pensate (se non diciamo la verità, non vale la pena di sprecare tempo e spazio). E ditemi quello che pensate VOI. Niente sociologia, per favore.

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11 Risposte

  1. Sinceramente……. non m’interessa, cosi’ come credo non interessi alle donne in genere, già in mille altre sacrosante faccende affaccendate.

  2. Io credo che in politica debbano esserci solo persone qualificate, competenti e degne di fiducia…possono essere solo uomini o solo donne, non conta. I discorsi sulle pari opportunità e sulle quote rosa non servono a fare di una donna la persona giusta al momento e nel luogo giusto. Basta parole, avanti con i fatti.

  3. Sinceramente se fossi una donna mi sentirei offesa dalle quote rosa.
    Deve essere la capacità il discrimine per scegliere quale persona deve ricoprire un certo ruolo.
    Chiaramente i “maschietti” al comando faranno resistenza al cambiamento,sarà un processo lungo, non dimentichiamo che solo qualche decennio fa la situazione era drammaticamente peggiore.
    Sicuramente le donne italiane dovrebbero imparare a fare lobby, a votare per le donne(anche se c’è chi le preferenze non vuole restituircele) un pò come succede negli USA, dove la scelta di una vicepresidente donna sembra stia drenando voti da un partito all’altro

  4. E’ un guaio enorme.
    Ho già scritto, pochi giorni fa, la mia motivazione rispetto alla “superiorità” delle donne.
    La riscrivo, ancora più concisa.
    Il dio denaro è il vero filo rosso conduttore di questa società.
    E ci sta portando alla rovina.
    Le donne sono meno avide di denaro degli uomini.
    Molto meno.
    E rappresentano, quindi, l’unica possibile salvezza del mondo.
    Ieri ero ad un convegno del Corriere sul lavoro e ho sentito questa affermazione di Pierluigi Celli, con la quale concordo al 100%.
    Celli parlava di aziende (ma non c’è un'”enorme” differenza con la gestione dello stato).
    Celli dice: vinceranno le aziende in cui ci si “prende cura” (è l’I care famoso…) e, siccome le donne sono molto più brave a “prendersi cura”, vinceranno le aziende, e gli stati, aggiungo io, che metteranno più donne nei posti di guida.
    Aggiungevo, provocatoriamente, nel mio post precedente (e aggiungo…): ma le donne lo sanno?

  5. A me interessa, eccome, che ci siano donne in politica. Più donne nei partiti, in parlamento, nel governo significa più attenzione ai problemi delle donne. Problemi che gli uomini non vivono sulla loro pelle e quindi non vedono come priorità.

    Francamente non sono neppure contraria alle quote rose che riproporrei, come ha fatto Zapatero con la Ley de Igualdad, anche sul lavoro, a cominciare dalle amministrazioni pubbliche e finendo con gli incarichi nei consigli d´amministrazione delle imprese. Ritengo che l’imposizione di “quote rosa” adesso sia necessaria per favorire un primo ingresso delle donne lì dove conta.

    Più donne in politica, in economia, nelle stanze dei bottoni, significa più modelli da emulare. Nel senso che le bambine di oggi cresceranno con l’immagine di riferimento di donne fattive, non con il parametro di veline, miss e showgirl.

  6. Più donne in politica, economia ecc. Va bene : ma al di fuori di ogni logica di “quota”.
    Che senso ha ?
    Poi, diciamola tutta : trovo deprimente un preconcetto accanimento femminile verso le consimili al potere, vengano esse dalla carriera politica piuttosto che dal piccolo schermo ( e, in entrambi i casi, non è detto che – magari – non sappiano poi fare bene il loro mestiere ).
    Finchè la donna avrà questo atteggiamento scannante , quota o non quota, non vedo grandi futuri in rosa….

  7. Nessun atteggiamento “scannante”, nessun “accanimanento verso le consimili al potere”. Solo il sacrosanto diritto di vedermi rappresentata. E dalla politica attuale io non mi sento in alcun modo rappresentata.

  8. Emma Bonino, Tiziana Maiolo, Mariella Gramaglia (é giusto il nome?) mi convincono. La Melandri (PD non ricordo il nome) no. (Concita by Concita di) Concita de Gragorio (4 figli) non so, vedremo. —- Vorrei dire di più, ma… niente sociologia. —— Scusate se ho scherzato sul’esotico nome di C.d.G, mi ha sempre dato fastidio la ridondanza nel titolo della sua rubrica. Il numero dei figli accompagna,in ogni giornale, il suo nome, cosa che vale solo x lei. Chissà xkè?

  9. .. i figli so’piezz’e core, Renko.

    Per Alessandra : va bene il sacrosanto diritto d’essere rappresentati. Ma, da più donne ( non importa il colore politico ), o da donne di un colore piuttosto che un altro ?

  10. Poichè è tardi, la notte è lunga e i neuroni sono quelli che sono, non scrivo sempre come vorrei.
    Riferendomi ad Alessandra : .
    Tu, come donna, noti una carenza numerica femminile al potere, ma sottolinei anche- dal tuo punto di vista – una carenza qualitativa.
    Di questo, le più critiche siete state voi donne avverso l’ex velina, l’ex letterina, letterozza ecc ecc.
    Da subito : senza concedere il benche’minimo tempo per valutare una persona cosa sapesse e cosa non sapesse fare ( diciamolo pure : magari sapranno fare poco o nulla, ma giudicare da subito mi sembra scorretto, soprattutto come molte hanno fatto con luoghi comuni e feroci ),
    Se ne desume che per le stanze dei bottoni, sia necessaria la presenza non di più donne, ma di donne “politically correct only “, o sbaglio ?

  11. Sinceramente no, non mi interessa. Tanto da precipitarmi a leggere i commenti e a dire la mia. Partendo dal basso, nel comune in cui vivo paradossalmente ci sono solo donne dirigenti e nessuna rappresentante in consiglio o in giunta. Sociologia a parte, qualche interrogativo si pone.
    Ora, come rappresentante di un partito (di opposizione) mi si chiede di partecipare alla costituenda commissione pari opportunità e questa richiesta mi provoca un attacco di orticaria acuta all’idea della fuffa sottostante. Per la spontaneità dei miei compagniavantilgranpartito a ritenere scontato l’interesse delle femminucce per il tema (loro si occuperanno di commissioni più imporanti); per l’espressione che hanno quando propongo loro di occuparsene, come avessero davanti una povera pazza.

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